|
Vicki
Noble è scrittrice, guaritrice
sciamanica, studiosa delle culture matrifocali e docente nei programmi di
Spiritualità delle donne al Californian Institute of Integral Studies di San
Francisco.
Nata nel 1947
nello Iowa, ha due figlie, Robyn e Brooke, e vive col suo figlio speciale
Aaron Eagle, per il quale ha scritto il libro, Down Is Up for Aaron Eagle.
È autrice di Il Risveglio della Dea (Shakti Woman) e del
Motherpeace Tarot (con Karen Vogel).
All
material copyright © 2003-2005 by Kim Antieau. May not be used without
permission.
Intervista a Vicki Noble
Vicki Noble è guaritrice, scrittrice, studiosa del passato e maestra di
saggezza. Ha realizzato con Karen Vogel il bestseller Motherpeace Tarot.
Gli altri suoi libri sono: La Dea doppia: donne che condividono il potere,
Il risveglio della Dea, Motherpeace: A Way to the Goddess Through
Myth, Art and Tarot, e Rituals and Practices with the Motherpeace
Tarot. Vive sulle montagne vicino a Santa Cruz, in California.
K.A.: Vicki, tu sei una studiosa femminista di rilievo, scrittrice,
guaritrice e hai lavorato a lungo in questi ambiti. C'è stato nella tua vita
un evento che ti ha indirizzata su questa strada? O ci sei nata?
V.N.: Quando ho scritto Il risveglio della Dea nel 1976, mi ero appena
risvegliata dopo una crisi sciamanica di guarigione che si risolse proprio
quando lo ordinò il dottore (sciamano). Quando ho smesso di usare la
medicina occidentale, ho iniziato ad avere delle visioni, delle esperienze
di energia psichica e a guarire fisicamente. Ho trovato dei libri che mi
hanno spiegato quello che mi stava succedendo, e mi sono trovata
profondamente coinvolta nello yoga, nello sciamanesimo, nella guarigione
psichica, nel tantra e nell'esoterismo. Ovviamente, mano a mano che le cose
mi succedevano, mi sono resa conto di avere avuto da "sempre" manifestazioni
di questo tipo di esperienza, ma senza una tradizione culturale non avevo
modo di nominarle.
Per esempio, praticando lo yoga ho iniziato ad avere degli stati di "sospensione
del respiro" - una pratica molto avanzata dello yoga - ma li ho riconosciuti
perché li avevo già sperimentati durante la scuola superiore, quando per
anni, facendo nuoto sincronizzato, ho praticato la respirazione subacquea.
Non ho mai parlato con nessuno di queste esperienze della scuola superiore.
Mi sono solo resa conto che potevo smettere di aver bisogno di respirare
nelle posizioni verticali, attivando una sorta di respirazione interna molto
rilassante. Ero una solista, quindi non dovevo coordinarmi con nessuno e
così non ne ho mai parlato, nemmeno con il mio allenatore.
K.A.: Il tuo lavoro intreccia la spiritualità delle donne con il
femminismo. Non molte femministe si trovano a loro agio col tema della
spiritualità. Pensi che sia ancora così? E come rispondi alle critiche che
vogliono tenere due cose separate?
V.N.: Purtroppo è ancora così, in larga misura. I convegni dei Women's
Studies, che si tengono ogni anno, detestano che si parli di spiritualità
nei dibattiti e anche nei miei gruppi della dea si discute se la Dea sia in
qualche modo "reale" o solo un'immagine mentale. L'idea della devozione o di
una vera spiritualità attiva è vissuta come una minaccia dagli accademici,
anche donne. Questa è la base dell'attacco di Cynthia Eller contro le "femministe
del matriarcato" come ci chiama - il solo fatto che sembriamo realmente
devote le fa venir voglia di urlare.
K.A.:
Marija Gimbutas e altre archeologhe femministe ritengono che
migliaia di anni fa siano esistite società egualitarie e pacifiche. Dalla
morte di Gimbutas, sembra ci sia stata una reazione negativa contro queste
idee. Alcune critiche feroci a Gimbutas sono venute da donne. Cosa pensi sia
successo?
V.N.:
Credo che parte del problema sia dovuta al fatto che la maggior parte
di quelli che la criticano non l'hanno letta. Hanno solo sentito dire che
era "tollerante" verso le donne del movimento della Dea, che da parte loro
la sostenevano,di conseguenza l'hanno criticata e hanno archiviato la sua
ricerca. La sua opera non è semplice da leggere, perché lei aveva una
cultura fuori dal normale e un'enorme capacità di sintesi. Sapeva leggere in
molte lingue e per questo si è attenuta ai testi fondamentali dell'Europa
Orientale, della Russia e via di seguito, cosa che pochi archeologi erano in
grado di fare. Ha studiato e raccolto canzoni popolari fin dall'adolescenza
- conosceva come minimo un migliaio di canti al tempo della laurea - e ha
potuto osservare la continuità dei modelli dal neolitico fino ai nostri
giorni nella sua terra natia, la Lituania.
Nessun archeologo americano o inglese poteva avere la possibilità di
usufruire di questa conoscenza data dall'esperienza pratica. Quando è
arrivata in America era molto più avanti degli altri archeologi, che non
erano neppure in grado di capirne il metodo. Alla UCLA ha dato vita a un
dipartimento di archeologia interdisciplinare dell'Europa Orientale. Ha
inventato l'"Archeomitologia", che i più hanno criticato senza neppure
conoscere i suoi metodi interdisciplinari. Un'intuizione geniale.
K.A.: Quando si chiede alle donne leader se credono che sia mai esistito
il matriarcato, molte rispondono "Si, ma anche se non fosse vero, credo
nell'idea che esprime." Altre dicono: "Non abbiamo mai parlato di
matriarcato - l'opposto del patriarcato. Abbiamo detto che sono esistite
società egualitarie". Qual è la tua opinione su questi argomenti?
V.N.: Ho sempre pensato che matriarcato è un termine perfettamente adeguato
per esprimere le antiche culture in cui le donne erano letteralmente al
centro - al centro dell'evoluzione umana, al centro della civiltà, e al
centro della vita della comunità. Madri che danno la vita sia ai maschi che
alle femmine e li amano in ugual misura - nutrendoli e insegnando loro a
parlare - questo è il matriarcato.
Matriarcato significa "cominciare dalla madre" Centrato sulla madre.
Focalizzato sulla madre. Sappiamo che sono ancora vive culture matriarcali,
popoli che si identificano come matriarcali (come i Mosuo in Cina). Le loro
strutture di parentela confermano totalmente la mia teoria. Sono organizzate
intorno alla madre. Quando raggiungono l'età, alle ragazze viene data una
camera dove possono ricevere gli amanti. Gli uomini vengono da altri clan
per passare la notte con loro e alla mattina ritornano nella casa della loro
madre. Il loro lavoro produttivo avviene all'interno della famiglia della
madre. E la sola cosa che lega gli uomini e le donne che si amano è
l'affetto e la passione. Non ci sono ragioni per incatenarsi. Non ci sono né
bambini illegittimi, né ragazze madri.
K.A.: Alcuni archeologi citano l'iconografia della Dea come prova che le
donne erano rispettate e la dea adorata, ma basta solo guardare all'India di
oggi per vedere che l'iconografia della Dea non significa necessariamente
che le donne siano trattate bene o che abbiano uno status elevato nella
società. Quale altra prova ti ha convinta del fatto che esistessero società
egualitarie e che le donne un tempo governassero con pieni poteri?
V.N.: Come ho già detto, ancor oggi persistono culture matriarcali ancora
vive, dove gli uomini e le donne vanno d'accordo, dove tutti sono amati e
rispettati; la madre è centrale e il lignaggio è a "discendenza matrilineare".
I Berberi dell'Algeria sono così. C'è stata una conferenza sul Matriarcato
del 2004 in Lussemburgo, a cui ho partecipato, dove ho potuto ascoltare
membri di diverse società matriarcali descrivere la loro cultura. Queste
culture sono quello che è rimasto di un tempo in cui tutto il mondo era
matriarcale.
K.A.: Abbiamo visto parecchie donne arrivare al potere nei nostri paesi.
Però l'idea che le donne potessero "governare" in maniera diversa dagli
uomini non si è necessariamente avverata. Condoleeza Rice sembra
un'entusiasta della guerra. Margaret Thatcher non è stata assolutamente un
leader compassionevole e pacifico. E ci sono altri esempi. Queste donne sono
anomale? O è la nostra cultura che alleva guerrafondai,sia maschi che
femmine? Credi che le donne siano per natura più pacifiche e migliori nel
governare che gli uomini?
V.N.: Certo, ma non può succedere in un vuoto. Fino a quando la struttura in
cui funzioniamo sarà patriarcale e dominata dal maschio, basata sui valori
dettati da questo stato mentale, per forza ogni donna che arriverà al potere
avrà già pagato lo scotto o comunque sarà costretta, per rimanere al potere,
a venire a compromessi con il suo naturale modo di comportarsi e a usare
necessariamente i soliti mezzi. Sappiamo da studi scientifici che gli uomini
e le donne rispondono in modo diverso allo stress (e senza dubbio a molte
altre cose) e che ormoni diversi determinano le risposte. Le donne non
attuano la "lotta per la lotta" (prodotta dal testosterone). I nostri corpi
invece producono l'ossitocina, che determina una risposta di "cura o di
aiuto". Ci precipitiamo a radunare i bambini e collaboriamo con le altre per
risolvere i problemi. Le scienziate che hanno pubblicato questo studio
ritengono di aver dimostrato che le donne hanno bisogno dell'amicizia
femminile per vivere. L'esperimento prova che abbiamo bisogno di governare
la società.
K.A.: È stata appena pubblicato il tuo libro intitolato La Dea Doppia. Ci
vuoi parlare dei temi che tratta e come sei arrivata a queste conclusioni?
V.N.: Quando ho iniziato pensavo di scrivere un libro sulla dea per lesbiche,
visto che queste immagini sono rappresentazioni molto provocanti di legami e
affetti femminili. Ma appena entrata nella ricerca, ho scoperto che il
materiale risaliva così indietro nel tempo da avere a che fare con
l'evoluzione umana e il ciclo mestruale. La dea doppia è per prima cosa il
glifo del ciclo lunare femminile: la nostra "bipolarità" del tutto naturale
attorno alla quale si sono organizzate le prime società. Poi rappresenta
altri dualismi come l'estate e l'inverno, la Terra e la Luna. Finisce poi
per rappresentare le regine che governavano in coppia, come è narrato delle
Amazzoni. "Donne che condividono il potere".
K.A.: Hai avuto difficoltà a pubblicare La Dea Doppia? Sembra stia
morendo la media editoria. Le tasse approvate dieci anni fa sono state un
duro colpo per gli editori e per gli scrittori in modo particolare. Pensi
che le scrittrici femministe abbiano maggiore difficoltà degli altri
scrittori?
V.N.: Penso che la reazione contro il femminismo funzioni come una vera
guerra contro le femministe. Se vuoi scrivere un libro con "Dea" nel titolo,
scordatelo - gli editori rifiuteranno l'operazione come non redditizia. Ma
se un uomo scrive la parola "Dea" in un titolo, la cosa verrà accolta come
sexy e nuova, e attirerà nuova pubblicità. È osceno!
K.A.: Dove si sta indirizzando al momento la tua ricerca?
V.N.: Continuo a lavorare sui collegamenti che ho scoperto lungo la Via
della Seta, specialmente nell'antichità (età del Bronzo, intorno al 2000 a.c.),
tra le Menadi dell'Egeo e le Amazzoni, più tarde, e le Dakini tibetane e le
Yogini indiane. Mi sento di sostenere che sono fondamentalmente la stessa
cosa. Il quadro include le Gorgoni, le Valkirie e le Streghe europee. Le
donne sciamane non sono assolutamente considerate dagli studiosi, che danno
loro un nome diverso in ogni cultura e in ogni periodo, cosa che crea
estrema confusione. Una sciamana è una sciamana. Punto. Le sciamane
estatiche danzano, fanno fermentare bevande sacre, praticano la divinazione,
i rituali funebri e curano. Meditano nei cimiteri. Si incontrano in
congreghe. Volano attraverso il cielo.
K.A.: Sei anche una guaritrice. Ci vuoi parlare di questo lato del tuo
lavoro? Come la tua vita influenza la tua ricerca? Pensi che per le cure
"alternative" ci sia ancora posto nel mondo moderno, dove stanno comparendo
virus che si propagano velocemente?
V.N.: Il mio modo di curare naturalmente è basilare per la comprensione
delle connessioni che sto cercando. Io stessa sono una sciamana e ho avuto
numerose diverse esperienze del soprannaturale; lo prendo in esame in quelle
culture dove è presente più di una tradizione (sia orale che scritta)che
permetta di comprenderlo. La mia esperienza informa la mia ricerca e mi
permette di capirla.
K.A.: Sembra che in questi ultimi tempi il mondo stia andando a rotoli. A
volte si ha l'impressione che tutto il lavoro fatto dagli attivisti per i
diritti civili, dalle femministe, dagli ambientalisti, dai pacifisti non
stia approdando a nulla. Le amministrazioni attuali sono pronte a iniziare
una guerra dopo l'altra, facendo fare passi indietro alle condizioni dell'
ambiente e cancellando i diritti delle donne. Hai qualche consiglio da dare
alla gente su cosa si potrebbe fare per contrastare questa tendenza?
V.N.: Già, è scoraggiante. Talvolta anch'io sono sopraffatta dalla
disperazione nel vedere la situazione attuale. C'è un condizionamento
profondo nelle persone che le porta a negare i problemi e la mancanza di
verità ha caratterizzato questi ultimi due decenni.
Invece di affrontare il "Destino del Mondo" come affermava Jonathan Schell
alla fine degli anni '70, si è scelto di non vedere e di credere
semplicemente a quello che dicono i nostri leader. I media negli Stati Uniti
si danno da fare perché la gente subisca un lavaggio del cervello totale e
la popolazione di questo paese è in questo momento più stupida, penso, di
quanto lo sia mai stata nella storia qualsiasi altra popolazione. È in uno
stato comatoso - il risultato di troppa TV.
Ma la Dea ci mostra che niente rimane uguale e tutto cambia. Non dobbiamo
perdere la speranza - e come guaritrice naturale la mia fede è negli eventi
soprannaturali (i "miracoli"), che trasformano completamente la realtà. Gli
esperti dicevano che il lago Erie stava morendo e hanno fatto cessare
l'inquinamento delle acque con sostanze tossiche. Poi è bastata una piccola
alga rimasta che si è trasformata nell'agente della trasformazione
guaritrice e il lago è ritornato al suo stato di salute. E questo è vero
anche per i nostri corpi e per il pianeta. La natura si rigenera. Può sempre
curare se stessa.
K.A.: Conduci rituali e vi partecipi. Cosa significa questo per te? Cosa
ne trai per la tua vita? La maggior parte degli americani non hanno
cerimonie di grande significato nelle loro vite. Pensi che sia questa la
causa di quel modo di comportarsi che ci porta verso la pazzia? In che cosa
siamo diversi in questo senso da altre società?
V.N.: Senza dubbio. Nelle culture tribali, i disturbi vengono espulsi
tramite riti e cerimonie costanti. Suonano il tamburo e cantano e guariscono
con le mani, delle volte per giorni. La negatività non può che soccombere di
fronte a tale vibrante energia. Tutti nella tribù vengono guariti, la gente
entra in stati di coscienza alterata e diventa estatica. Ci vuole solo una
piccola dose di guarigione estatica per riconquistare completamente la
salute e il benessere, ma occorre farlo con regolarità. I miei rituali di
guarigione trasformativa sono fenomenali - un centinaio di persone che
cantano e impongono le mani sui malati per un'ora al ritmo deciso del
battito di un tamburo, tirando fuori dai corpi e dalla comunità il cancro.
Abbiamo visto tumori maligni svanire nell'aria. Abbiamo sedato il lupus e
curato ogni sorta di disturbo mestruale. Non c'è niente di paragonabile a
ciò. La medicina occidentale non se lo può nemmeno immaginare. E tuttavia è
una cosa antica come l'umanità.
K.A.: A cosa stai lavorando adesso? C'è qualcos'altro di cui ci vorresti
parlare?
V.N.: Proprio ora sto lavorando a un libro insieme a una giovane lama
tibetana, una "tulku" che si è reincarnata, molto innovativa e promettente.
Io e Tulku Thubten Rinpoche siamo entrambe devote a Throma, la Dakini Nera (che
ho descritto nel mio libro Il risveglio della Dea) e abbiamo elaborato una
splendida connessione. Nel libro infatti faccio un paragone tra il Dzogchen
(un aspetto del Buddismo tibetano) e il Femminismo Radicale, e cito sia
Tulku Thubten che Mary Daly insieme ad altre femministe - è fantastico! Dico
in sostanza che il momento del risveglio - l'esperienza della "conversione"-
che ho vissuto nei confronti del femminismo radicale è stato (ed è) molto
simile all'immediato risveglio dell'illuminazione descritto nel Dzogchen,
dove la nostra vera natura diventa visibile in un attimo e a quel punto ci
si è liberati.
Sono alla ricerca di un editore, quindi fammi gli auguri! |